La luce e l'ombra dell'uomo.

poema de Joelfortunato

La luce e l'ombra dell'uomo.

Il desiderio di sapere, se diventa un’ossessione, può essere inoltre un ostacolo, un elemento a contrasto della saggezza e quindi della felicità… Potrei affermare che si tratta di un’inclinazione personale, con cui si nasce, non penso che possa essere acquisita o insegnata…

Si ispira alle forme della natura, ai riflessi di luce: i suoi vetri sono trasparenti, incolori, trasmettono una sensazione di purezza e luminosità, catturano ed espandono la luce e i colori dell’ambiente circostante.

il soggetto si dissolve in un ordine astratto di punti, divenendo ai nostri occhi una presenza-fantasma, incorporea, quasi immateriale, dipendente dai movimenti dell’osservatore e dal gioco della luce.

L’insieme delle cognizioni intellettuali che, acquisite attraverso lo studio, la lettura, l’esperienza, l’influenza dell’ambiente e rielaborate in modo soggettivo e autonomo diventano elemento costitutivo della personalità, contribuendo ad arricchire lo spirito, a sviluppare o migliorare le facoltà individuali, specialmente la capacità di giudizio.

L’ordinario ha una sua “forza” intrinseca e magneticamente ci attrae e riporta a sé. Eppure, allo stesso tempo, l’insoddisfazione spinge in noi verso qualcos’altro, oltre ciò che già esiste e ci contiene e costringe.

In questo gioco senza fine, nella maggior parte dei casi a vincere è il ripiego sull’esistente, la normatività dell’ordinario. Si generano in tal modo molte routine mentali che mostrano un significativo livello di ripetizione e prevedibilità.

Oltre a risuonare con gli altri e a simulare i loro comportamenti e le loro scelte, noi diveniamo progressivamente parte di molteplicità condivise. La consapevolezza della propria psico-fisicità e l'incontro esistenziale con innumerevoli altre unità umane si pongono come valori cardine nell'avventura della vita. Un deserto onirico, dove i confini rimangono incerti e si dilatano all'infinito.

Un universo parallelo di spiriti, fate e demoni in cui spetta al mondo vegliare sulla vita e sulla morte. Ci giochiamo la nostra esperienza di noi stessi e del mondo, di fatto, in una continua tensione tra “noi” e “io”.

Possiamo sostenere che l’individuazione di ognuno si realizza in quella tensione. Pur appartenendo a una comunità a cui cerchiamo in ogni modo di essere conformi, siamo di continuo capaci di forzare la mano e di operare estensioni e trasgressioni.

Intendo dire che ogni scrittore, per sua natura, sia in grado di osservare, capire e, a suo modo, spiegare la realtà con un’intensità che gli altri forse non hanno.

La corporeità dell'Uomo è lo status specifico dell'esistere. Il duplice attacco al soggetto, ora ridotto a circuiti di stimolo-reazione neurobiologici, ora “dissolto” in una serie di relazioni impersonali nella connessione permanente dei social network trova una diga nell’esperienza personale dell’incontro con l’altro: è la «rude alterità dell’altro».

E chissà che non ci attendano in futuro delle profonde mutazioni biologiche del genere umano, che sempre più insistentemente vengono preconizzate, generate dall'azione venefica delle tecnologie postindustriali sugli organismi viventi, dallo sviluppo incontrollato dell'ingegneria genetica o dai problemi della clonazione.

Non parlo poi del trionfo annunciato dai futurologi della cibercultura, che promette l'inevitabile integrazione in un unico organismo dell'intelletto umano e di quello cibernetico, e la radicale de-umanizzazione del mondo futuro.

La fragilità dell’umano appare irriducibile – non possiamo aggirare il dato – ma non è irrifiutabile: se curiamo e accogliamo i nostri simili (a partire dai loro corpi) l’umano “rifiorisce”, altrimenti “muore”. Perché non si perda la memoria mentre si transita verso il futuro, per aprire spazi a chi ha cose nuove da dire. Perché quando tutto sta per cambiare il rischio più alto è che nulla cambi.

Quante volte ci capita di voler mettere in discussione l’ordine che prende una certa situazione e di non riuscirci, in quanto l’attrazione ad adeguarsi all’altro o agli altri prevale sulla nostra tentazione a trascendere quell’ordine e a sopraelevarci.

Allo stesso tempo accade di aspettarci che qualcun altro nel nostro gruppo ci venga incontro quando prendiamo una posizione pionieristica, o originale e discontinua, ma guardandoci intorno non vediamo nessuno, o meglio vediamo occhi bassi, atteggiamenti indifferenti e silenzi tenaci, ritrovandoci così in solitudine.

In sostanza e a mente di quanto sopra, nell’individuo è ipotizzata l’esistenza di due funzioni generali: l’una statica (consapevolezza), l’altra dinamica (attenzione) la quale si concretizza, di volta in volta (per quel che ci riguarda sia in stato di veglia, sia durante alcune fasi del sonno), in quello che potremmo chiamare un vettore attentivo il quale svolge il compito di “portare la consapevolezza” sugli oggetti sui quali si fissa.

Ciò è facilmente verificabile tramite l’auto-osservazione. Siamo in una stanza e sappiamo d’esserci. Nel medesimo tempo, osserviamo gli oggetti che ci circondano (o che popolano la nostra psiche, in caso d’attenzione introvertita) portando su di essi la nostra attenzione.

In tal caso, l’attenzione si comporta come una sonda. Sonda che noi possiamo spostare su uno qualsiasi degli oggetti presenti. Come spostiamo la sonda da un oggetto all’altro, noi ci spostiamo con essa tanto che, spesso, la sonda indugia talmente su di uno specifico oggetto che noi ci perdiamo in esso.

Nell’identificazione a massa l’individuo accetta una serie di credenze, aspettative, desideri, speranze, supponendo che corrispondano a una realtà oggettiva, ma che in realtà sono influenze, condizionamenti e imposizioni sul suo meodo di essere e vivere. In quelle situazioni l’individuo rinuncia al proprio modo di vivere ed essere personale e si consegna al condizionamento e alle suggestioni degli altri.

L’identificazione a massa, d’altra parte, risponde al bisogno di evitare il terrore che ogni individuo prova a sentirsi separato dagli altri, dal gruppo di appartenenza e dalla massa stessa. Nel tempo attuale le tecnologie della comunicazione e la pervasiva omologazione degli immaginari sembrano ricreare conformismi e omologazioni neo-tribali, tacite e spesso inconsapevoli.

Tutto questo tende a ridurre la nostra plasticità e libertà. Se la grande ragnatela della rete diventa l’ambiente comune che costituisce l’insieme degli stimoli che riceviamo, con stimoli simili è più probabile che si abbiano comportamenti simili.

Il fatto è che il conformismo vincola, ostacola, a volte neutralizza la creatività. Impotenza del fare, dell’agire, nel contare ma anche nel pensare e nel ritenere di potere decidere. Tutti questi sentimenti del presente interagiscono e si rinforzano vicendevolmente, cristallizzandosi nella paura da marginalità, di cui le formazioni politiche populiste sono al contempo bacini di accoglienza e vettori di moltiplicazione.

Si tratta piuttosto dell’effetto di sdoganamento che il ripetere, sboccato e slabbrato, di certi termini assume rispetto alla fantasia di una licenza assoluta che, da ricorso incontrollato e compulsivo alla parola, si tramuta in una sorta di invito a passare ai fatti.

Rispettabilità di superficie, banalizzazione culturale, gregarismo subalternizzante e bigottismo sociale sono indici di mancanza di autonomia. Il suo difetto è, va da sé, segno di dipendenza da un “qualcosa” o un “qualcuno” che non offrono soluzioni reali ma solo compensazioni occasionali. Il potere di questo regime tirannico non è potere sulle cose ma sugli uomini.

Il partito creando: "un mondo di paura, di tradimenti e di torture, un mondo di gente che calpesta e di gente che è calpestata, un mondo che diventerà non meno, ma più spietato, man mano che si perfezionerà... Abbiamo abolito i legami tra figli e genitori, tra uomo e uomo... Perché arriverà sempre il momento in cui un buon medico dovrà ammettere di non poter andare avanti.

Da quel momento in poi si entra in un territorio in cui l’arte medica non ha più alcuna giurisdizione. E se la scienza chiede, in tutta legittimità, di essere libera nel suo operato da ogni eccessivo condizionamento ideologico o religioso, essa deve avere l’umiltà di ritirarsi al cospetto della Soglia al di là della quale solo un “liberato in vita” ha diritto d’asilo.

Se si ha difficoltà a immaginare che l’universo non è solido, ma è fatto di luce, non ci dobbiamo preoccupare. La vostra mente ha creduto alla versione “solida” per lungo tempo, e verrà senza dubbio turbata da questa nuova possibilità. E’ bene lasciare la vostra mente a rilassarsi con questa idea per un po’.

La luce non cambia mai o modifica il messaggio che sta portando. Egli è la pietra angolare dell'essere, l'unico criterio infallibile della verità di tutto ciò che esiste, il punto di partenza e quello di arrivo del nostro pellegrinaggio terreno. Il pensiero deve sforzarsi di riviverle nel loro momento originario, mettendo da parte ogni pregiudizio aprioristico.

Proprio quest'ultima fase del pensiero , che lo trova impegnato a mostrare come a partire dalla coscienza si costruisca il mondo e a cercare di render conto dell'intersoggettività e storicità in cui esso ci è dato, costituisce oggetto di studio e di vivo dibattito da parte dei filosofi…

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Comentarios & Opiniones

Silvia

JOELFORTUNATO todo mi respeto y cariño.un abrazo.

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Led Poett

JoelFortunato Il desiderio di conoscenza è un modo per capire che c'è una ragione, anche se cuentren con conoscenza intellettuale è auto-osservazione.
molto grande amico compendio. saluti.

Critica: 
Silvia

Soy curiosa!

Critica: 
Joelfortunato

shultsz: Reconfortante su presencia y comentarios. Led Poett: Bienvenido siempre, su gentileza le adeudo sincero.
La ringrazio molto per l'attenzione e la comprensione profonda per questo tipo di scrittura. Grazie ad entrambi!

Critica: 
Japi

apreciado Joel no leí el poema ya sabe el porqué , de todas formas aprovecho para saludarle y felicitarle por los idiomas que sabe, saludos de cortesía

Critica: 
Joelfortunato

Japi estimado artista: ¡Gracias por sus finas atenciones!
Igualmente aprecio su arte, usted SI puede, si lo desea aprender más idiomas (ya sabe del Gallego y castellano y portugués). Reciba mi amistad y respeto siempre.

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Mac1965

Excelente obra, la traduje y pude sacar algunas ideas basadas en método científico de como "el saber mas...", lo conozco como método de definición subjetiva y descripción subjetiva, la objetiva se pierde...es muy difícil de lograr. Saludos maestro

Critica: 
Mac1965

Solo agregar que es mi modesta interpretación a tan gran escrito. Gracias por enseñar

Critica: 
Joelfortunato

mac1965: ¡Gracias por su atención y lectura profunda!. Puede ahondar el tema si se enfoca en filología del léxico del título; Epistemología, filosofía de la ciencia, lógica formal y dialéctica del intratexto. ¡Agradezco su cordialidad e interés!.

Critica: 
Joelfortunato

También es esencial considerar la Fenomenología en cuanto a metodología (E.Husserl, Merleau Ponty). Útiles son: Heidegeer y K. Popper. En metodología Mario Bunge. La bibliografía no se incluye en este tipo de ensayos, y sólo comento algunos autores.

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Mac1965

ahhhh, maestro llameme mac, siento una cercania con ud por lo que me encantaria que fuese asi. Muchisimas gracias y tomare su consejo. Mecha gracias

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Cangreja 93

Gran escrito estimado poeta.
muy interesante cada palabra plasmada en una obra como esta.
Debo decir, que tuve que traducir, dado que no me encuentro familiarizada con el italiano..

Critica: 
Cangreja 93

Y tambie, puedo decir es que, su obra, es puramente cientifico-filosofico.
Un gusto poder leerle.
Saludos.

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Joelfortunato

Agradezco su gentil atención, es reconfortante saber que le haya sido de interés y utilidad. Con igual gusto sigo sus obras. Reciba mi amistad respetuosa Poetisa estimada. ¡Sea feliz, cuide su salud!.

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Joelfortunato

Mi estimada ivanna, tiene usted toda la razón, este es una especie particular de ensayo donde los aspectos de la estética poética no se consideran necesarios ni se pretende serlo, como en el poema en prosa, o la prosa poética. ¡Gracias mil siempre!.

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Franlodel

Apreciado Joelfortunato, el texto que acabo de leer, es el fruto de unos conocimientos y de una sabiduría admirables. Ya le dije en otra ocasión, que sus poemas eran lecciones de filosofía hilvanados con la pluma de la maestría que le caracteriza...

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Franlodel

Le agradezco que los comparta con quienes estamos ávidos de conocerlos. Un abrazo y cuídese.

Critica: 
Joelfortunato

Franlodel: Mi muy estimado y respetado Poeta/literato ¡Gracias por brindar su atención y reconfortantes observaciones a este tipo de obras!. Es un placer compartir estos escritos con usted y con quién los aprecia y le son útiles. ¡Paz y salud tenga!.

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